33 e il punto della situazione.
Oggi è il mio trentatreesimo compleanno! Giornata di festa! E invece no! Non ho detto a nessuno qui che è il mio compleanno. Non voglio festeggiare! Da qualche anno a questa parte il giorno del mio compleanno è diventato per me il momento di fare il punto della situazione della mia vita: traguardi raggiunti, certezze consolidate e obiettivi futuri. Quest'anno non si tirano le somme. O meglio è meno doloroso evitare di...
Quest'anno sarò egoista. é il mio compleanno e me lo tengo per me.
Il vento è quasi buono per uscire. Vado a regalarmi un paio d'ore di mare.
Ciao a tutti.
Ernesto.
Stavolta la tormenta di turno si chiama Ernesto, sembra però sia passata a sud dell'isola senza portar danno. Comunque i soliti tre giorni di pioggia quasi ininterrotta ce li ha regalati. Considerato che il giorno prima di cominciare a scaricare giù acqua fa sempre una giornata senza vento (la classica calma prima della tempesta?) qui è da quel maledetto martedì che non ho la possibilità di alzare il kite. Da un lato muoio dalla voglia di provare ad andare, dall'altro voglio verificare che segni ha lasciato la disavventura trascorsa l'ultima volta.
Puttane e Spose.
Ieri, mentre a lavoro stavo pensando beatamente ai fatti miei, un collega dominicano mi si avvicina, mi chiede se può farmi una domanda, abbassa lo sguardo e il tono di voce, e con una dolcezza disarmante mi chiede:
"Non ti piacciono proprio le ragazze dominicane?" é stato talmente innocente nel chiedermelo che mi sono sentito in dovere di giustificarmi, rispondendogli che a causa del troppo lavoro non ho avuto il tempo di andare a donne.
Alché se ne va tranquillizzato promettendomi che una notte mi porterà lui nei posti giusti. Guardandolo allontanarsi cerco di capire e giungo alla conclusione che gli fa strano non avermi mai visto in compagnia di una ragazza del posto, come peraltro è consuetudine fare da parte di turisti italiani e non. Stando qui ho capito che i dominicani hanno un senso del pudore molto elevato: è impossibile vedere una coppia di locali abbracciarsi per strada o tantomeno scambiarsi carezze o baci. E poi ti vedo questi sessantenni europei che passeggiano tenendo per mano una ventenne e, come fossero adolescenti, scambiarsi effusioni.
Mi riesce facile comprendere come una ragazza cresciuta nella miseria possa desiderare una prospettiva di vita migliore e quindi, sfruttando la propria avvenenza, innamorarsi di uno straniero per il suo portafogli. Quello che non riesco a capire sono loro: gli uomini.
Da un lato mi fa un pò di tristezza, vedere un uomo che si rimbambisce così, dall'altro mi fa proprio incazzare la mancanza di rispetto che dimostrano verso i locali, atteggiandosi così spudoratamente con le loro donne.
Bho... io è meglio che continuo a tornare a casa da solo e, pensando al pezzo di cuore che ho lasciato dall'altra parte dell'oceano, continuo a dire alla ragazza che mi si propone quasi ogni notte sulla spiaggia che non ho denaro.
Paura
Oggi doveva essere il gran giorno: quello in cui uscivo in mare e cominciavo a planare sulla tavola.....
Dopo una brutta esperienza di mercoledì scorso quando ho voluto provare ad uscire anche se stavo dormendo ed ero troppo stanco per capire cosa facevo, ieri finalmente sono riuscito a capire come alzarmi in piedi sulla tavola e mi ero ripromesso di passare tutto il giorno di oggi a praticare.
Sono uscito dopo pranzo, condizioni di vento impegnativo per un principiante vento forte e rafficato e mare molto ondoso ma non mi faccio scoraggiare: sistemo l'attrezzatura (anche grazie ad un amico, perchè come al solito ho intrecciato un paio di corde) e entro in mare: un paio di tentativi buoni sto trovando l'equilibrio quando cado in malo modo.
perdo la tavola il kite è in acqua in una posizione strana, continua a tirare ma non mi riesce di alzarlo per poterlo controllare.
non riesco a nuotare per portarmi in posizione per poterlo rialzare, continua a trascinarmi con tanta forza da farmi finire anche sott'acqua. alla terza immersione forzata decido di sganciarmi non penso alle sicurezze che mi libererebbero in un attimo, faccio tutto lentamente e immerso. riemergo vedo il kite che se ne va ho il fiatone e mi vien da tossire e forse da vomitare. ho bevuto troppa acqua. devo nuotare fino a riva che dista più o meno 150 metri e non ho ne il fiato ne le forze per farlo. tra i colpi di tosse fatico a galleggiare e le onde forti non mi facilitano la cosa. penso di staccare il trapezzio dalla pancia in maniera da respirare un pò meglio ma l'ennesima onda mi sommerge e stavolta non capisco più da che parte riemergere. che incubo. mi prende la paura.
torno a galla e la costa mi pare lontanissima. un po a dorso e un pò a stile riesco con uno sforzo immenso ad avvicinarmi a riva vorrei chiamare aiuto ma non ho il fiato per farlo. quando sto per alzare le braccia in direzione dei bagnanti tocco il fondale con la punta di un piede. a momenti piango. a fatica arrivo al bagnasciuga dove crollo tossendo fuori ancora acqua. sono sfinito. una compagnia di americani si preoccupa per me e mi accudisce ma sto già meglio. sto riprendendo a respiare con quasi calma, la vela sta li a sinistra messa al sicuro da un inglese che viene a farmi coraggio e un francese ha trovato la mia tavola, arrivata molto prima di me. ora a mente fredda penso al rischio che ho corso, appena successo pensavo di aver sottovalutato il mare, ma ora so di aver sopravalutato me stesso.
domani affitto un windsurf, col quale me la cavo decisamente meglio e vado a far pace col mare.
il gusto dell'insensato
é notte, è ora di tornare a casa, e come ogni giorno mi avvio a piedi sul lungomare. Devo percorrere tutta la baia e un pezzo di centro per arrivare al quartiere dove vivo.
Mi piace camminare di notte scalzo sulla spiaggia pensando ai fatti miei e annusando il vento salmastro. Questa notte però la brezza è più fredda e sa decisamente di pioggia. Ormai ho imparato a riconoscere gli indizi, sta per arrivare il solito diluvio improvviso. Mi preparo a cercare un riparo, alla mia sinistra solo mare, sulla destra a cento metri un filare di palme e poi campi incolti, la lunga schiera di locali notturni è ancora lontana, rischio di prendere una bella lavata, cerco di pensare più in fretta a una soluzione e d'improvviso mi fermo tolgo la maglietta e decido di prendermela tutta. Arriva dal mare, la guardo arrivare, il rumore dello scroscio copre quello delle onde, sembra che la pioggia incontrando l'acqua del mare si dissolva in vapore, in un attimo mi è addosso, in meno di trenta secondi sono completamente fradicio, fa quasi male dalla violenza con cui scende, riprendo a camminare lentamente, una ciabatta sopra gli occhi per poterli tenere aperti, non ho nessuna fretta, penso al portafogli in tasca che ormai è zuppo e non me ne frega niente. L'emozione di gusto antico è quella di star facendo una cosa proibita, una di quelle cose che la mamma mi insegnava che non è bene fare. In meno di un momento torno bambino e con lo sguardo di chi ha già una manciata di caramelle in bocca e sta per decidere di mangiarsi tutto il sacchetto, mi guardo attorno, non si vede nessuno e comunque non mi importa nulla che qualcuno mi possa vedere. Mi incammino verso il mare, ci entro fino alle spalle e così continuo verso casa ridendo come un matto, come non mi succedeva da tempo di fare. A ogni onda che mi sommerge rischio di affogare tanta è l'acqua che mi entra in bocca, ma non riesco a smettere. Rido, rido e rido senza sosta. Che gusto.
la pioggia non accenna a diminuire neanche quando, uscito dall'acqua, mi incammino per le vie del centro. Lungo la via principale, al riparo di portici e tettoie, un mare di persone statiche e sorprese osserva un bambino di trentadue anni saltare da una pozzanghera all'altra con l'espressione felice.
Se solo sapessero che emozione ho appena riprovato...
piatti tipici e cucina dominicana
non ho mai trovato gran difficoltà nell'adattarmi a cucine diverse da quella italiana anzi mi è sempre piaciuto scoprire la tipicità dei luoghi che visito anche attraverso quelle che sono le tradizioni culinarie. non sono certo il classico italiano che anche fuori casa cerca il ristorante italiano a tutti i costi. certo non sono neanche mai stato così tanto tempo lontano da casa, in precedenza si trattava solo di brevi periodi di vacanza. ma ieri non ce l'ho fatta più e per la prima volta ho rifiutato la cucina dominicana. devo dire che comunque non è che sia così varia e trovatomi di fronte all'ennesimo piatto di banane ho detto "no" e mi sono dato alla pizza. pare che qui non mangino altro che riso in varie salse ma sempre di riso si tratta e banane bollite o fritte. quindi ho deciso che oggi faccio la spesa di tutto ciò che è necessario per dedicarmi una gran spaghettata. forse sono un pò più italiano di quello che sono disposto ad ammettere........
Oggi si aspetta
Niente vento oggi, tocca aspettare. E quindi nell'attesa si aggiorna il blog. Doveva essere l'ultima lezione quella di oggi, quella in cui sarei dovuto uscire con la vela da 9 metri e quindi gustare la spinta del vento. Un poco mi girano perchè non vedo l'ora di fare un pò di velocità, anzichè sempre i controlli e le manovre obbligatori per imparare. Pazienza mi dico e cerco di imitare gli altri kiter che chiacchierando in tutte le lingue, aspettando il momento buono per poter uscire in mare. Però che voglia. Guardo gli altri e penso: "ma non hanno voglia di uscire? perchè non ho la loro calma? perchè ho sempre questa fretta addosso?" Forse non devo solo imparare ad andare in kite ma devo imparare ad aspettare!
Finalmente
Finalmente ieri sono riuscito a fare la prima lezione di kitesurf. So che una lezione non è sufficiente per avere un'idea precisa di com'è questo sport, anche perchè non ho ancora affrontato il mare da solo (avverrà oggi!!!!) ma dalle prime impressioni posso dire che si prospetta più divertente del windsurf e dello snowboard. Domani potrò essere sicuramente più preciso nel descrivere le sensazioni che trasmette.
Nei giorni scorsi intanto, ho avuto modo di soddisfare la curiosità in merito alle tempeste tropicali, che non sono altro che dei temporali fortissimi con mare molto mosso, vento forte e pioggia a più non posso. Impressionante in un primo momento, poi passato lo stupore per quanto sa essere violenta la natura, non resta da far altro che aspettare che smetta. Con lo spirito opposto di quando si sta "aspettando il vento" ma sempre d'aspettare si tratta!
Finalmente Kite
Ebbene si: finalmente domani è il gran giorno, o almeno dovrebbe esserlo. Il condizionale è d'obbligo perchè la decisione di darmi al kitesurf l'ho già presa da tempo ma, causa meteo avverso e qualche problema fisico di troppo, in queste due ultime settimane non ho potuto far altro che rinviare. E sempre salvo condizioni climatiche ostili (arriva altra tormenta tropicale) domani dovrei cominciare a praticare. Spero di capirci qualcosa. E da domani anche io aspetterò il vento!
Ma quale Uragano!!!
Ma quale uragano!
Non si è vista neanche un pò di pioggia.
Un pò, lo devo ammettere ci sono rimasto male: oramai ero convinto che avrei avuto a che fare con la mia prima tormenta tropicale, quindi durante la notte mi svegliavo di continuo per poter ammirare quest' eccezionali condizioni meteo. Invece il maltempo ha "tirato dritto" non facendosi neanche vedere. Dovrei dire "meglio così" e invece la curiosità di vedere la forza di un fenomeno meteorologico, come un ciclone caraibico, mi è rimasta dentro. Certo mi dicono che la mia curiosità non rimarrà insoddisfatta allungo, visto che di perturbazioni simili ne sono previste più di venticinque, da qui all'autunno, la prossima sembra già lunedì...