Aspettando il Vento

Blog di elDavide, un italiano residente in Repubblica Dominicana, alle prese con l'apprendimento delle lingue, la filosofia della vita in infradito ma soprattutto speranzoso di far proprio lo stato d'animo dei kitesurfer, che aspettando il vento traspaiono una calma serafica.

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venerdì, 29 settembre 2006

Oggi.

Mi sveglio presto oggi (9:30) perchè l'intenzione è quella di sbrigare alcune faccende per poi potermi dedicare almeno un paio d'ore al kite prima del lavoro. Le palme immobili davanti a casa non promettono niente di buono, ma è ancora presto per il vento giusto. E intanto vai di travaso da valigie ad armadio. Dopo un'ora che cammino per casa su di un centimetro di sabbia decido che c'è bisogno di una bella pulizia di fondo, alla faccia della donna delle pulizie che dovrebbe essere passata ieri. E il kite? Consulto un paio di siti e mi rassegno: oggi il vento arriva tardi. Si pulisce!  Stereo a palla e vai di scopa e mocio! La vena casalinga non mi si esaurisce ammirando l'appartamento splendente: ho voglia di cucinare. Dato uno sguardo alla dispensa urge passaggio al negozietto sotto casa. Trovo i fusilli, pardon! le eliche buitoni, ripiego su un sugo pronto in vasetto anche perchè non so se a casa ho l'apriscatole per poter aprire le latte di pomodoro che qui propongono di tutte le marche. Compro una padella antiaderente che so a casa non esserci ,mestoli di legno, di scola pasta neanche lombra e quindi ripiego su un colino da latte. tornato a casa lavo il tutto e si comincia a cucinare alchè la folgorazione: "e i piatti?". Vabbè oggi si mangia dalla padella. Preparato il tutto mi piazzo in terrazzo vista piscina con la padella di pasta in una mano e un bicchiere di sauvignon cileno nell'altra. E chi m'ammazza a me?!?! Neanche il tempo di dare due forchettate che dall'appartamento accanto si affacciano due tipe francesi che già ho incrociato ieri, scambiamo due chiacchiere in un misto di inglese e spagnolo. chiedo gentilmente se gradiscono un pò di pasta che stanno mangiando con gli occhi e altrettanto gentilmente rifiutano. Mi rendo conto di stare a conversare in mutande con una padella di pasta in mano e non mi frega assolutamente niente della figura... a Cabarete si può fare anche questo. Ho come l'impressione che domani cucinerò per tre.....
postato da: eldavide alle ore 14:52 | link | commenti (8)
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mercoledì, 27 settembre 2006

Repubblica Dominicana.

Ricordare il calore e tornare a respirarlo non sono la stessa cosa. Appena messo il naso fuori dall'aereo, Puerto Plata mi accoglie con uno schiaffo che sa di sole, vento, caldo, afa e profumo di acqua salata. Sapevo che era così ma mi faccio sorprendere dall'intensità che sta in tutto quello che mi circonda in questa terra senza mezze misure. Mi gira la testa, chiudo gli occhi e respiro affondo per riempirmi i polmoni di ricordi, guardo le onde del mare che mi salutano e mi scappa un sorriso: Davide è già lontano da me, ha lasciato il posto a Devì (così mi chiamano qui). Mi accorgo dalla lentezza con cui mi muovo che ho subito ripreso il ritmo di vita dell'isola. Il peso della domanda che per due settimane mi è pesata sull'anima "perchè tornare?" non c'è più, la risposta è tutto intorno a me: è qui che voglio stare!!!
postato da: eldavide alle ore 14:40 | link | commenti (4)
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lunedì, 25 settembre 2006

"Saluta la signora!"

"Saluta la signora!"
Comici, spaventati, guerrieri.
S.Benni
P9250027
postato da: eldavide alle ore 22:13 | link | commenti (5)
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domenica, 24 settembre 2006

Il mio brindisi.

"Alla facilità con la quale si opera una scelta e alla difficoltà di accettarne le conseguenze."

Mi sono perso in questi dodici giorni in Italia, ma domani riparto: vado a vedere se sono rimasto a Cabarete.

postato da: eldavide alle ore 18:34 | link | commenti (5)
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giovedì, 14 settembre 2006

GENTE SOSPESA.

Adoro gli aeroporti. Mi appaiono come delle zone di transito, come dei momentanei luoghi di non vita. Gente sospesa con la mente rapita da ciò che si è appena vissuto, o proiettata verso quello che si sta andando a vivere. E invece gli aeroporti sono vivissimi e brullicano di vite diverse tra loro che si mescolano e interagiscono, figlie di un momento di coesione unico nel suo genere, che è quella specie di rapimento che subiamo in aeroporto. Mi piace osservare questa mescolanza di razze, di culture, di modi differenti d'intendere la vita. Mi piace osservare la gente degli aeroprti e cercare di indovinarne la frenesia, la calma, l'attesa, le paure i pensieri. In aeroporto c'è tutto, un momento dopo quel tutto se ne va altrove e un altro tutto arriva. Mi sento bene in aeroporto, mi sento parte, anche se piccola, di tutte queste emozioni che transitano.

postato da: eldavide alle ore 07:51 | link | commenti (6)
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venerdì, 08 settembre 2006

LIBIDINE!

Arrivo tardi oggi alla spiaggia, forte della rassegnazione derivante dall'attesa del vento che perdura, insolitamente, da due giorni. Eppure, rispetto ai giorni passati, pare che il vento cominci a spingere, anche se entra nella baia da una direzione inconsueta e a raffiche. Mi siedo sulla panchina sul pontile, aspetto, spinge sempre di più. Comincio già a vedermi in acqua e mi chiedo come mai nessuno tiri fuori l'attrezzatura. Arriva Wylliam, lo guardo con l'espressione felice che significa: "Dai che oggi si va!" e lui, dato un occhio alle bandiere che sventolano sopra le nostre teste, spegne le mie speranze con un  "Niente neanche oggi! Brutta direzione". Ci ritroviamo seduti a osservare il mare, si parla del più o del meno, qualche istruttore della scuola di kite viene a salutare e scambiare due chiacchiere, cerco di mascherare la mia impazienza nel dire che intanto Nino è uscito con una 8mt e Francis (un istruttore) è in acqua con una 13mt. Quando Wylliam mi fa gentilmente notare che Nino è un collaudatore e terrebbe su la 8mt anche con bonaccia e Francis è costretto a far pompare la 13mt per riuscire ad andare (tutte cose che già sapevo) mi rattristo. Oggi è giorno di lavoro per me, non posso aspettare oltre, mi rassegno a  non uscire neanche oggi. Per tirarmi un pò su mi concentro su Lillo, istruttore dominicano che, impossessatosi dell'ipod di Wylliam, sta dando spettacolo sul pontile ballando, saltando e mettendoci tutti di buon umore. Tra una risata e l'altra quasi non mi rendo conto quando sento dire "Ma Nino sta saltando! Vuol dire che il vento è buono!". L'accento inglese è quello di Wylliam, mi giro e già non c'è più, sta andando a farsi dare la chiave per prendere i kite. Parto all'inseguimento. Puntando verso la spiaggia con l'attrezzatura sotto braccio, incrocio il mio direttore che, guardando l'orologio mi dice "Ma esci a quest'ora?" "Solo mezz'oretta!" è la risposta che si sente gridare quando l'oltrepasso praticamente correndo. Sistemata l'attrezzatura entro in acqua pieno di aspettativa perchè, già lo so e me lo dico, "Oggi è il giorno in cui si plana". Vedo che tutti gli altri vanno a kitare fuori sul rif, alla ricerca di un vento più stabile. Io pivello fatico non poco a tener su il kite: cadute e ripartenze non si contano. Mi rendo conto che a forza di insistere mi sono allontanato molto dalla spiaggia, ma oggi non mollo e insisto! Mi rialzo sulla tavola, qui il vento è veramente forte, viaggio stabile che è una bellezza. Sono tranquillo: mi distendo bene a cercare la corretta posizione, mai trovata fino ad ora. Più contrasto la vela e più porta. La velocità di conseguenza aumenta sempre più. Sono incredulo, sto planando! é bellissimo! e come al mio solito mi faccio prendere dall'euforia ed esagero: faccio pompare il kite in modo da aumentare ulteriormente la velocità. La tavola comincia a beccheggiare davanti, per le vibrazioni mi si sfila il piede dall'attacco e mi schianto in acqua. Capisco all'istante che la tavola sarà lontana e che a questa distanza dalla costa è vitale tenere in aria la vela. Guardo in direzione della vela ed è li che sguazza nel mare, niente panico, sono ancora in preda all'adrenalina per aver planato! Provo a rialzare la vela e lei docilmente esegue. Giornata di grazia! Recupero la tavola e rientro verso il termine della baia, mi sto portando in posizione per ripartire e mi rendo conto di non avere più tempo. Per oggi basta così. Ritiro l'attrezzatura e vado a lavorare che sono il ritratto della felicità. Oggi ho planato!
postato da: eldavide alle ore 13:41 | link | commenti
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giovedì, 07 settembre 2006

CABARETE


P9060028Cabarete è un piccolo paese attraversato da un'unica strada difronte a una baia splendida. Il centro (sempre che di centro si possa parlare) è un aglomerato di negozi per turisti, qualche albergo, molti bar, qualche microscopico negozio di alimentari che qui chiamano supermercato e una sfilza di tranquilli locali fronte mare, che la notte si trasformano in discoteche che animano una vita notturna senza fine anche ora che è bassa stagione. Il quartiere dove vivo è molto tranquillo, qualche volta uscendo di casa mi capita di trovare un cavallo che fa colazione con l'erba del mio giardino, quando rientro la sera rischio di calpestare i rospi che, da una zona
P7240029paludosa qui vicino, invadono il quartiere soprattutto se ha piovuto, accompagnati da stormi di zanzare. La spiaggia è fantastica, una lingua di sabbia lunga meno di un paio di chilometri, affacciata su un mare tranquillo grazie ad un rif, lontano poco meno di un chilometro, che smorza l'impeto dell'oceano. Mi ha stregato da subito Cabarete, tanto che ho deciso di rimanere a vivere qui.
postato da: eldavide alle ore 12:51 | link | commenti
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lunedì, 04 settembre 2006

Che spettacolo.


P7300015Mi piace arrivare presto alla spiaggia, ultimamente arrivo sempre prima.
Questa mattina alle nove stavo già qui. A quest'ora non c'è quasi nessuno, solo qualche nuovo turista che in preda al jet lag si fa una passeggiata. Di surfisti manco l'ombra. Avendo piovuto parecchio la notte scorsa il mare è di un colore mozzafiato, un verdino spettacolare. Non è uno di quei mari da cartolina con acqua trasparente che ti permette di vedere il fondale bianco. Niente di tutto questo. Solo un bel mare verde chiaro che si sposa con un cielo di un grigio dalla tonalità un pò più scura di quella dell'acqua. Incantevole. Seduto sul pontile potrei stare delle ore ad osservarlo, mi trasmette un emozione talmente forte che non trovo le parole per descriverla. Ci si può innamorare del mare?
postato da: eldavide alle ore 13:22 | link | commenti (4)
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domenica, 03 settembre 2006

E ci ricasco.

Ieri è accaduto di nuovo!  Come martedì scorso mi sono avventurato in mare con condizioni di vento un pò troppo impegnative per le mie capacità da apprendista.
E neanche a dirlo dopo cinque minuti mi ritrovo ammollo. Il kite è in acqua nella stessa posizione dell'altra volta: perfettamente sottovento rispetto a me e mi trascina con forza!  "Niente panico" mi dico "Stavolta gliela faccio vedere io e lo rialzo".
Due minuti a bere acqua salata  cercando di nuotare in tutte le direzioni e mi arrendo all'evidenza: non lo rialzerò mai! In un attimo sgancio le sicure e torno a riva a nuoto con non poca fatica. Vado a raccogliere il kite dall'altra parte della baia e con le pive nel sacco me ne torno a casa rassegnandomi al fatto che per oggi non sa da fare.
Il resto del pomeriggio passa, come sto facendo da ormai una settimana, a far vasche a stile in piscina, in maniera da non rischiare di affogare rientrando da un eventuale (ennesima) caduta in mare. Perchè l'obbiettivo è quello di andare a kitare sul rif fuori un kilometro dalla baia, e devo essere pronto in caso di incidente a rientrare da li.
Per domani le previsioni dicono "vento buono" e ci riproverò!
postato da: eldavide alle ore 18:01 | link | commenti
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