Aspettando il Vento

Blog di elDavide, un italiano residente in Repubblica Dominicana, alle prese con l'apprendimento delle lingue, la filosofia della vita in infradito ma soprattutto speranzoso di far proprio lo stato d'animo dei kitesurfer, che aspettando il vento traspaiono una calma serafica.

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mercoledì, 31 gennaio 2007

Tramonto.

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postato da: eldavide alle ore 23:02 | link | commenti
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domenica, 28 gennaio 2007

Un Post Leggero: A Stomaco Leggero!

Mai avrei pensato di postare in questo blog (nato fondamentalmente per raccontare un'esperienza caraibica. ok ok ! va letto: nato praticamente per dare libero sfogo alla mia vena edonistica!) una ricetta culinaria. Tutto parte dal DISPERATO BISOGNO DI MANGIARE QUALCOSA CHE NON SIA RISO E BANANE. Oramai esasperato dalla mancanza di varietà della cucina dominicana, ho deciso di concedermi il mio piatto preferito o meglio, il piatto che preferisco della cucina di mia madre. Quindi nel tentativo (vano) di ottenere il medesimo (favoloso) risultato mi sono fatto spedire la ricetta che riporto:

70-1






















PEPERONI RIPIENI
Dosi per 6 persone (o per un singolo a cui da 4 mesi manca la cucina della mamma)

6 peperoni gialli (gialli mi piacciono di più)

Ingredienti per il ripieno (da mixare):
500g. di carne macinata
mollica di pane bagnata con latte q.b. (quanto basta)
1 uovo
aglio a.p. (a piacimento)
prezzemolo u.p. (un pò)
sale pepe

Smezzare (longitudinalmente) e pulire i peperoni, salarli all'interno e riempirli con il ripieno ottenuto dall'impasto degli ingredienti d.c.s. (di cui sopra). Disporre i peperoni in una teglia con olio, burro, mezzo bicchiere d'acqua e mezzo dado. Cuocere a fuoco lento con il coperchio per circa 45 minuti, terminare la cottura senza coperchio per far evaporare l'acqua in eccesso. BUON APPETITO!!!


Con la consapevolezza che non saranno mai come quelli che fai tu: GRAZIE MAMMA!!!


postato da: eldavide alle ore 15:52 | link | commenti (1)
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venerdì, 26 gennaio 2007

Condizione Insolita.

P1260035Assenza di vento, cielo limpido e mare piatto. Che colori!
postato da: eldavide alle ore 20:50 | link | commenti (2)
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La Surfata Venezuelana.

P1190024I venezuelani sono tre ragazzi che da poco lavorano con me. Sono Jordi e Richi (fratelli) e Juan Carlos (cugino). Sono baristi, vivono qui a Cabarete da qualche anno, hanno lavorato in tutti i discobar della zona e quindi conoscono tutti i residenti del paese. Tutti e tre surfisti convinti, ma a differenza di Juan Carlos che non tradirà mai la tavola da onda, Jordi e Richi si dedicano pure al kiteboarding.
Questa settimana, dopo aver visto le previsione meteo non buone, so già che non uscirò in mare, ma ho comunque promesso ad un amico l'attrezzatura, quindi tiro fuori il kite e tavola e li appoggio ad una palma nelle vicinanze del bar. Poco dopo vedo arrivare Jordi che, vista la mia tavola, si ferma a guardarla ed analizzarla con occhio incredulo. Mi diverto ad osservarlo. Si guarda attorno con un'espressione di stupore dipinta sul volto, mi vede e mi chiede:
"é la tua tavola questa?"
"Si, dimmi."
"Se mio fratello la vede impazzisce! Ce l'aveva uguale e gliel'hanno persa in mare. Lui adora questa tavola. Io ce l'ho della stessa marca ma è un modello un pò più nuovo. Si fatica a trovarne. Domani quando Richi viene qui, te la frega di sicuro."
L'indomani arrivo alla spiaggia come sempre assonnato e isolato dal resto del mondo grazie all'ipod, ma soprattutto dimentico del dialogo del giorno prima riguardante la tavola, almeno fino a che non mi ritrovo con Richi che mi salta addosso e mi strappa le cuffie dalle orecchie chiedendomi di fargli vedere la tavola. é fuori di sé, non sta nella pelle e mi mette di buonumore. Andando in magazzino a prendere la tavola non tace un solo momento, chiede  se è veramente una waveskate, se è modificata o se ha subito riparazioni. Gli spiego che è originale, che è perfetta e che nonostante gli anni è come nuova. Alche mi guarda dubbioso e arrivati alla tavola, la prende in mano e si zittisce. Penso sia deluso o che non sia la tavola che si aspettasse. Mi sento quasi in dovere di scusarmi, quando torna a guardarmi e mi accorgo dell'occhio un pò lucido e serio mi dice:
"é una s.o.s. originale, identica alla mia, addirittura tenuta meglio. La mia me l'ha persa un amico a cui l'ho prestata."
Altro momento di silenzio, sto per chiedergli se vuole provarla ma mi anticipa e mi investe di domande:
"Chi te l'ha venduta? Quanto l'hai pagata? La vendi?"
Neanche il tempo di azzardare una risposta che parte a raccontarmi:
"La particolarità di questa tavola è che non è semplicemente una tavola da kite. Questa è appositamente studiata per tenere l'onda. Guarda le pinne rialzate e la spalla arrotondata rispetto alle piatte tavole attuali. é un'opera d'arte."
E incamminandoci verso la spiaggia mi racconta:
" La sigla S.O.S. sta per Sean Ordonez Shapes. é un americano pazzo che vive e lavora a Maui. Costruisce le tavole più assurde, anche enormi. Questo è uno che surfa l'onda da una vita: surf, windsurf e Kiteboarding. Praticamente vive sull'onda."
Mi fermo sul pontile e aspetto di vederlo entrare in acqua. Si vede subito che sia lui che Jordi hanno una maniera di fare kite diversa dagli altri: infatti non fanno velocità, non saltano e non si allontanano molto dalla spiaggia. Restano sotto costa dove le onde sono migliori e gironzolano aspettando di salire sull'onda, magari quella perfetta. Surfisti fino in fondo!
postato da: eldavide alle ore 11:35 | link | commenti (4)
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martedì, 23 gennaio 2007

Playa Encuentro.

P1230024Playa encuentro è il paradiso dei surfisti. A cinque chilometri dal centro di  Cabarete è una spiaggia tranquilla, fuori dalle zone residenziali, lontana dalla strada, e rispetto alle altre baie della zona, senza reef e particolarmente esposta alle correnti oceaniche. Quindi onda da surf tutti i giorni. Da qualche mattino, dopo la quotidiana corsa in spiaggia all'alba, vado a passare qualche ora all'encuentro. Il surf non mi entusiasma molto, soprattutto perchè trascura completamente il vento, ma mi piace starmene in spiaggia a guardare gli amici che praticano, il clima "california anni 70" che si respira  in questo luogo e la calma del poter scrivere all'ombra degli alberi seduto su di un vecchio surf che funge da panchina/letto.P1230028






p.s. (per mammamanu): dalla prossima volta torno a scrivere "rif"!!!













postato da: eldavide alle ore 16:08 | link | commenti
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lunedì, 22 gennaio 2007

Per Diego e Manuel.

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postato da: eldavide alle ore 11:17 | link | commenti (2)
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giovedì, 18 gennaio 2007

Eso es! (proprio così!)

Eso es el il nome del mio kite. Inevitabile chiamarlo così dopo che Lillo, dandomi lezione, continuava a ripetere "eso es" ad ogni manovra che eseguivo correttamente, mentre me ne stavo col naso all'insù ad osservare il kite. Dopo un periodo di esitazione, in cui non ho praticato molto e ho prestato a chiunque l'attrezzatura, mi è tornata la voglia di kite. Quindi recupero il materiale sparpagliato un pò ovunque e da un primo controllo, mi accorgo che manca il 'leash' di sicurezza al trapezio. Lo ritrovo nel ripostiglio dei kite e vado in spiaggia a sistemarmi per uscire in mare. Preparata l'attrezzatura chiedo a Flo, istruttore tedesco, di tenermi il kite in posizione per alzarlo e al momento di agganciare il leash alle linee centrali, mi accorgo che il moschettone di sicurezza non funziona. La molla di chiusura è rotta. Ho voglia di entrare in acqua quindi chiudo il moschettone "a mano" sperando che non si apra, attacco il gancio delle linee al trapezio e vedo che manca il blocco di sicurezza. Ho troppa voglia di uscire quindi faccio segno a Flo che sono pronto e alzo il kite. Neanche il tempo di portarmelo sopra alla testa che già si sgancia dal trapezio. Lo recupero prontamente e mi rassegno a riparcheggiare il tutto sulla sabbia. Troppo rischioso uscire con il leash mal funzionante e senza lo stop di sicurezza. Controllando attentamente nel ripostiglio dei kite trovo il materiale che è stato tolto dal mio trapezio, lo rimonto e riprovo finalmente ad uscire. La sensazione, una volta rialzato "eso es", è di pessima confidenza: quasi non lo riconosco. Ricordo che un amico, a cui lo ho prestato, mi ha detto di aver accorciato le pre-linee perchè tenevo la barra troppo lontana dal busto, ma non mi aspettavo facesse tanta differenza. Decido di perdere ulteriore tempo a manovrare un pò sulla spiaggia, per abituarmi alla velocità di reazione della vela e solo dopo aver armeggiatto con le varie regolazioni, decido che è ora di uscire.  Entro in acqua sereno, nonostante il tempo perso e la consapevolezza che il leash potrebbe sganciarsi. Il mare è abbastanza ondoso ma neanche questo mi preoccupa oggi. Dopo un paio di partenze e cadute ritrovo il piacere di andare. Riesco a stare in piedi benone, salgo e scendo da diverse onde, mi sto divertendo quando mi ricordo del leash e vedo che è sganciato. Mi fermo e lo richiudo in posizione, manovra non facile dovendo galleggiare con una tavola ai piedi e le mani occupate ad armeggiare all'altezza della pancia. Riesco comunque a sistemare il tutto, riparto tenendo d'occhio il pezzo maledetto che subito si sgancia. Tocca desistere e rientrare. Sulla spiaggia stacco il  cavo di sicurezza e gasato dalla buona prestazione appena ottenuta in acqua, decido di tornare ad uscire senza il leash. Sto rientrando in acqua con la tavola nella mano destra, la barra nella sinistra e gli occhi che controllano la corretta posizione della vela per poter partire e arrivato con l'acqua all'altezza delle ginocchia, mi accorgo di avere difronte un onda particolarmente grande. Come da manuale alzo la tavola sopra la testa e mi giro di taglio, ma non basta. L'onda mi sbilancia e mi sta sdraiando. Lascio andare le tavola e anzichè puntare il braccio alle mie spalle per attutire la caduta, prendo con tutte e due le mani la barra e tiro con forza, con la speranza che il kite mi tenga in piedi. Decisione sbagliata. L'onda mi sdraia violentemente, picchio la nuca e la schiena sulla sabbia, ma l'unico pensiero va a "eso es" e balzo immediatamente in piedi. Apro gli occhi ancora pieni d'acqua salata e cerco il kite in aria. Sta venendo giù dritto e le linee sono flosce. Nel rialzarmi mi sono buttato in avanti, mentre dovrei essere qualche metro indietro per poter provare a fare qualcosa. Guardo impotente "eso es" farsi il bagno e comincio a spostarmi in posizione per poterlo rialzare. Mi muovo lentamente e fatico più del necessario per rialzare il kite. il colpo alla nuca è stato decisamente forte, ma ancora non me ne rendo conto. Rialzato "eso es" e recuperata la tavola, torno ad entrare in mare e al momento di infilare la tavola ai piedi mi accorgo che mi gira la testa. Mi rassegno: tocca desistere. Giornata finita. Parcheggio il kite in spiaggia, tornerò a prenderlo più tardi e vado a fare una doccia. Tornando dalla doccia sto già un pò meglio e racconto dell'incidente a Dominic e Aryel che da kiters esperti, conoscono bene quello che ho appena passato e mi dicono: "Difficile credere che la sabbia possa far così male fintanto che ci cammini sopra e ti scivola fra le dita, vero?" Gli rispondo: "Eso es! (proprio così!)"
postato da: eldavide alle ore 15:50 | link | commenti (3)
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martedì, 16 gennaio 2007

Fine vacanza

Le otto di sera, il fratello e l'amico sono appena partiti per tornarsene a casa e già sento la loro mancanza. Averli avuti qui due settimane è stato, anche per me, un pò come essere in vacanza. Ora si torna alla vita di tutti i giorni.....
Le tre frasi "tormentone" della vacanza:

"Non tocco niente!!!"

"I tre capisaldi per non avere problemi nella vita:
    1- Macchine tedesche
    2- Moto giapponesi
    3- Donne a pagamento"

"La francese!!!!!!!!!"

Grazie ragazzi.
postato da: eldavide alle ore 21:24 | link | commenti (1)
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sabato, 13 gennaio 2007

Senza parole!!!

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postato da: eldavide alle ore 17:12 | link | commenti (3)
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lunedì, 08 gennaio 2007

Gozando (godendo di, godendo la vita)

MyPicturePassata quasi inosservata la stagione degli uragani, è arrivata la tempesta tropicale più violenta. La tormenta in questione prende il nome di "Fratellino in vacanza con amico!!!"
Atterrati in quel di Puerto Plata martedì scorso, hanno da subito stravolto la mia routine giornaliera: niente più sveglie all'alba, niente più corse sul lungo mare, niente tempo per me, pasti e bevute a qualunque orario e festa tutte le notti.
Devo rassegnarmi all'impietosa realtà di non avere più il fisico per sopportare certi ritmi.....
postato da: eldavide alle ore 11:21 | link | commenti (6)
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