
I venezuelani sono tre ragazzi che da poco lavorano con me. Sono Jordi e Richi (fratelli) e Juan Carlos (cugino). Sono baristi, vivono qui a Cabarete da qualche anno, hanno lavorato in tutti i discobar della zona e quindi conoscono tutti i residenti del paese. Tutti e tre surfisti convinti, ma a differenza di Juan Carlos che non tradirà mai la tavola da onda, Jordi e Richi si dedicano pure al kiteboarding.
Questa settimana, dopo aver visto le previsione meteo non buone, so già che non uscirò in mare, ma ho comunque promesso ad un amico l'attrezzatura, quindi tiro fuori il kite e tavola e li appoggio ad una palma nelle vicinanze del bar. Poco dopo vedo arrivare Jordi che, vista la mia tavola, si ferma a guardarla ed analizzarla con occhio incredulo. Mi diverto ad osservarlo. Si guarda attorno con un'espressione di stupore dipinta sul volto, mi vede e mi chiede:
"é la tua tavola questa?"
"Si, dimmi."
"Se mio fratello la vede impazzisce! Ce l'aveva uguale e gliel'hanno persa in mare. Lui adora questa tavola. Io ce l'ho della stessa marca ma è un modello un pò più nuovo. Si fatica a trovarne. Domani quando Richi viene qui, te la frega di sicuro."
L'indomani arrivo alla spiaggia come sempre assonnato e isolato dal resto del mondo grazie all'ipod, ma soprattutto dimentico del dialogo del giorno prima riguardante la tavola, almeno fino a che non mi ritrovo con Richi che mi salta addosso e mi strappa le cuffie dalle orecchie chiedendomi di fargli vedere la tavola. é fuori di sé, non sta nella pelle e mi mette di buonumore. Andando in magazzino a prendere la tavola non tace un solo momento, chiede se è veramente una waveskate, se è modificata o se ha subito riparazioni. Gli spiego che è originale, che è perfetta e che nonostante gli anni è come nuova. Alche mi guarda dubbioso e arrivati alla tavola, la prende in mano e si zittisce. Penso sia deluso o che non sia la tavola che si aspettasse. Mi sento quasi in dovere di scusarmi, quando torna a guardarmi e mi accorgo dell'occhio un pò lucido e serio mi dice:
"é una s.o.s. originale, identica alla mia, addirittura tenuta meglio. La mia me l'ha persa un amico a cui l'ho prestata."
Altro momento di silenzio, sto per chiedergli se vuole provarla ma mi anticipa e mi investe di domande:
"Chi te l'ha venduta? Quanto l'hai pagata? La vendi?"
Neanche il tempo di azzardare una risposta che parte a raccontarmi:
"La particolarità di questa tavola è che non è semplicemente una tavola da kite. Questa è appositamente studiata per tenere l'onda. Guarda le pinne rialzate e la spalla arrotondata rispetto alle piatte tavole attuali. é un'opera d'arte."
E incamminandoci verso la spiaggia mi racconta:
" La sigla S.O.S. sta per Sean Ordonez Shapes. é un americano pazzo che vive e lavora a Maui. Costruisce le tavole più assurde, anche enormi. Questo è uno che surfa l'onda da una vita: surf, windsurf e Kiteboarding. Praticamente vive sull'onda."
Mi fermo sul pontile e aspetto di vederlo entrare in acqua. Si vede subito che sia lui che Jordi hanno una maniera di fare kite diversa dagli altri: infatti non fanno velocità, non saltano e non si allontanano molto dalla spiaggia. Restano sotto costa dove le onde sono migliori e gironzolano aspettando di salire sull'onda, magari quella perfetta. Surfisti fino in fondo!