Aspettando il Vento

Blog di elDavide, un italiano residente in Repubblica Dominicana, alle prese con l'apprendimento delle lingue, la filosofia della vita in infradito ma soprattutto speranzoso di far proprio lo stato d'animo dei kitesurfer, che aspettando il vento traspaiono una calma serafica.

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venerdì, 23 febbraio 2007

Innamorato.

Oggi sveglia alle 6, fuori è buio e pioviggina. Il buonsenso mi consiglia di tornare a dormire ma ho preso l'impegno con Laura, un amica francese pazza e suo padre, dal quale lei ha preso tutta la follia, di aiutarli a spostare il cavallo di lei dal mare alla montagna. Il cavallo in questione, pardon la cavalla, si chiama Lana, ha un anno e mezzo, è di una razza abbastanza comune qui, penso si chiami criola, non è grandissima ed è un pò più magrolina e spigolosa rispetto ai cavalli che vedevo in italia. Io e Lana ci siamo conosciuti martedì e non è stato amore a prima vista: io non mi sono mai avvicinato tanto ad un cavallo e comunque da subito lei dimostra di non gradire la mia presenza e ad ogni mio tentativo di accarezzarla, quando non si allontana, si gira e si posiziona per scalciare. Poco male. Io non piaccio a lei e lei non mi fa impazzire: "come non ci fossimo mai conosciuti! Ok Lana?" Ieri sono riuscito a convincere Laura a desistere dal voler montare Lana fino in montagna, visto che non l'ha mai neanche sellata e la strada è troppo rumorosa per un cavallo non abituato ad essere montato. Mi riesce anche di convincerla che non è il caso di caricarla sul pick-up del padre, come era abituata da piccola visto che ormai è cresciuta, oltre che aver sviluppato un caratterino per il quale non se ne starebbe molto tranquilla e ferma. Quindi ci faremo i 15 chilometri, la prima metà di strada asfaltata e trafficata e la seconda metà di sterrato di montagna tutto roccia e fango, a piedi. Laura tenendo Lana per le briglie, io a dare conforto morale e il padre a seguire con la jeep, pronto a intervenire in caso d'emergenza. Arrivo dai francesi che, tanto per innervosire un pò il cavallo prima di partire, la stanno lavando sapendo che non sopporta l'acqua, poi un paio di dominicani provano a salirci, riuscendo solo a provocare le proteste dell'animale e quindi l'operazione di imbrigliatura, che richiede un quarto d'ora dato che ormai Lana è rabbiosa. Finalmente si parte, io cammino davanti e Lana non fa molto caso a me: è un fascio di nervi ed è spaventata da tutto ciò che vede. Laura ha il suo buon da fare a non farsi strappare le briglie di mano dato che il cavallo reagisce strattonando a qualunque rumore, voce o cosa si muova nel suo raggio visivo. Arrivati alla strada suggerisco a Laura di fermarsi un pò per far abituare Lana al rumore della strada. La strada è il solito casino: gente che grida, motorini che fanno a gara a chi fa più rumore e come se non bastasse, quando i dominicani vedono una gringa bionda come Laura è tutto un suonare di clacson o sbraitare per attirare la sua attenzione. Riesco ad accarezzare il collo di lana per un buon 10 minuti: è talmente nervosa che neanche si accorge più della mia presenza. Riusciamo a percorrere 500 metri e Laura desiste, anche se a me pare più agitata lei del cavallo. Laura insiste per caricare il cavallo sul pick-up, io dico di no, il padre l'asseconda. Con l'aiuto di una decina di dominicani dopo una buona mezz'ora e una bella serie di pacche sulla schiena riescono a far salire Lana sul pick-up, ma al primo tentativo di metterla stesa salta giù dalla sponda. Lana non vuole neanche più avvicinarsi al fuori strada. Suggerisco a Laura di lasciarmi coprire gli occhi di Lana col maglione, che l'ho già visto fare e che è la unica maniera di far salire un cavallo dove non vuole. Niente. Non si fida di me. I dominicani intanto sdraiano Lana di peso che fa il diavolo a quattro, le legano le gambe e la caricano di forza alzandola tirandola anche per la criniera e la coda. Mi giro per non guardare, Laura parte a piangere, Lana protesta in tutti i modi ma alla fine riescono a caricarla sdraiata e legata come un salame. Si parte. Io in cabina col francese che guida e Laura sul cassone con l'animale che non gradisce. Il padre di Laura anzichè preoccuparsi di guidare evitando le buche non fa altro che parlarmi, girandosi verso di me e gesticolando. Laura non smette di piangere, il cavallo soffre vistosamente e io sono talmente incazzato che vorrei scendere dall'auto in corsa e andarmene. Arrivati all'inizio della strada sterrata di montagna ci fermiamo per far scendere Lana. Chiedo al solito "Caballero" con tanto di macete al fianco di aiutarmi a slegare gli zoccoli del cavallo perchè ho paura che mi ferisca scalciando. Libero completamente le gambe dalle corde e lana resta ferma con gli occhi chiusi, non so quale dei curiosi che fanno cerchio attorno al pick-up le da uno strattone alla coda, Lana salta in dietro giù dal cassone, me la ritrovo dritta davanti, gli occhi spalancati terrorizzati, non so se stia per impennarsi o se parta di corsa investendomi. Nel dubbio le salto incontro prendo le briglie con la mano sinistra e tiro forte verso il basso, lei pianta il muso o la faccia o la testa o come cavolo si chiama quella parte del cavallo contro il mio petto ma non spinge, anzi mi mordicchia il maglione e io prendo ad accarezzarle il collo con la mano destra. Non fa altro che tremare e masticarmi il maglione mentre io continuo a parlarle sottovoce all'orecchio per provare a calmarla. Penso sia proprio questo il momento in cui mi sono innamorato di lei. Ma non le passa, non smette di tremare. I dieci minuti seguenti passano con Lana shoccata legata ad una staccionata, Laura acanto al lei con lo sguardo altrettanto perso nel vuoto, io seduto su una roccia poco distante incapace di farmi passare l'incazzatura per come è stato trattato un cavallo del quale, fino a ieri manco me ne importava nulla e il padre di Laura a chiacchierare coi presenti. Per la salita in montagna il francese mi offre di andare con lui nella jeep, lo ignoro e seguo Laura a piedi col  cavallo. La strada è un pantano totale Laura cerca il dialogo ma non l'assecondo, la mia unica preoccupazione va al cavallo che comunque camminando sembra calmarsi. Per strada scopro di cavarmela proprio bene con Lana: lei mi cerca sempre con lo sguardo, ogni volta che si pianta e non vuole più muoversi e non cede neanche alle moine di Laura mi basta tirare un paio di schiocchi con la lingua o al limite picchiettare su di una roccia il bastone che mi sono procurato durante la salita che lei subito riparte. Il resto della mattinata la passo col francese a costruire il recinto dove staranno Lana e Blanca, altra cavalla che già vive sul terreno. Il francese intuisce che ce l'ho con lui per aver assecondato la figlia trattando male il cavallo e ci limitiamo a terminare il lavoro assieme ma in silenzio, fino a quando si ferma e mi dice indicando alle mie spalle: "guarda". Già! per il giramento di palle oggi mi sono completamente dimenticato della vista che si gode da questo posto. E allora faccio una pausa, mi vado a sedere sotto un'albero guardo l'oceano a chilometri di distanza, ascolto gli zoccoli di Lana trotterellare in giro per il recinto, conto le aquile che volano nel cielo e penso che non sarebbe poi così assurdo mollare tutto per vivere qui sopra a fare il "campesino" e occuparmi dei cavalli.
postato da: eldavide alle ore 11:37 | link | commenti (3)
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lunedì, 19 febbraio 2007

A cosa serve un record?

Preso da svariati impegni pomeridiani è ormai da cinque giorni che non mi dedico alla corsa, ma probabilmente sono solo scuse. Mi sa che la verità è che durante le ultime uscite, sempre più spesso mi sono imbattuto in animali incivili che non tengono al guinzaglio cani anche feroci. Quindi per evitare di farmi azzannare da un pitbull, o peggio mordere io uno dei proprietari, come è quasi successo l'ultima volta, ho per un pò lasciato perdere la corsa. Ma la voglia è troppa. E allora, seppur senza veleità di migliorare il personale o di riuscire comunque a far bene, visto il periodo di sosta, oggi vado in spiaggia per riprendere ad allenarmi. Le condizioni sono perfette: leggera brezza che mi rinfresca senza però rallentarmi, marea in calo che vuol dire una striscia di due metri di sabbia bagnata, compatta e senza rami, tronchi o cocchi da dover continuamente schivare. Prima di iniziare non ho idea di quanto farò oggi, quindi parto e poi mi regolerò in base all'andatura. Mi rendo conto da subito di andare fortissimo, quindi oggi non durerò molto e il cronometro servirà a poco. Decido di non guardarlo e praticamente non lo guardo, se non si considera l'inevitabile sbirciatina al solito punto di riferimento, ma è solo per rendermi conto dell'andatura, mica che se mi impongo di non fare una cosa, l'attimo dopo l'ho già fatta! Comunque, al solito villone passo sotto ai 7 minuti, ma la gamba tiene bene e il fiato c'è, quindi dovessi durare anche solo un quarto d'ora, continuo così. Alla croce dovrei passare verso i 10 e mi giro e torno verso casa. Al mio accesso alla spiaggia ritorno in 18 e visto che non mi pare buono fermarmi prima dei 20, continuo. Ai 25 sono stanchino ma vuoi non fare 30? E allora avanti! L'andatura è sempre elevatissima per i miei standard ma, fatto strano, la caviglia destra lancia solo qualche lamento anzichè il solito continuo strillo e il ginocchio sinistro non si è ancora accorto di ciò che lo sto costringendo a fare. E allora avanti! Ai 35 mi giro per tornare verso casa ed è ovvio che correndo torno prima che non camminando. E allora avanti ancora! Ai 40 comincio a non poterne più, ma arrivato fin qui si va avanti per forza fino allo sfinimento. Abbasso un pò  l'andatura ma, essendo che non ci sto attento ad andar piano,  in due minuti mi ritrovo ancora a spingere. Ai 45 sono esausto e poco lucido, ma mi piace troppo quando le gambe vanno così bene e la testa si perde nei pensieri più assurdi. Dal 48esimo minuto non stacco più gli occhi dal polso destro: voglio osservare il cronometro mentre supero il mio record di 52 minuti. Al 50esimo capisco che, anche se sfinito, posso continuare per qualche minuto e probabilmente passare anche il tanto agoniato muro dell' "ora continua di corsa". Al 51esimo uno strano pensiero, sorridendo guardo il dito indice della mano sinistra schiacciare il tasto che ferma il cronometro e io mi fermo con lui. Sono felice: il record stabilito col Nonnetto tic tac resiste imbattuto. Penso a lui. Non so neanche in quale parte del mondo sia, ma sono certo che ovunque sarà starà correndo. E penso: ' Forse un record serve a "recordar?"'.
postato da: eldavide alle ore 18:34 | link | commenti (1)
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domenica, 18 febbraio 2007

Mi sono capito.

Ho dovuto fermarmi per capire cosa mi stava accadendo. E allora prendo, salgo in montagna da solo, scelgo un prato col panorama sul mare, circondato dal verde, unico suono il verso dei pappagalli che svolazzano di palma in palma, un pò di vento e aquile che volano altissime. E penso. Cerco di capire a cosa è dovuto il peso che mi sento addosso e mi rendo conto che non deriva da decisioni che devo prendere in questi giorni, ne da un paio di date impegnative da affrontare ricorse in settimana. é qualcosa che già conosco, qualcosa che ho già vissuto. é la voglia di andare. Continuo ad aver voglia di andare. Speravo di averla saziata venendo qui, e invece è tornata su prepotente, invadente come lo è stata per anni, a rendermi irrequieto, a distrarmi da quello che mi circonda, a farmi pensare: com'è più in là? cosa c'è da vedere? da imparare? E allora penso a come saranno le albe in Venezuela, a cosa si mangia in Cile, a come saranno le coste dell'Equador o a che direzione avrà il vento nelle baie Peruviane.
Ma è possibile stare ai Caraibi e desiderare di andare altrove?
postato da: eldavide alle ore 11:34 | link | commenti (5)
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martedì, 13 febbraio 2007

Magone in tempo reale.

Martedì giorno libero. Appena sceso dalle colline.  Sono  al locale anche oggi che è giorno di chiusura. Ho il magone.  Troppe le faccie che mi guardano interrogative, troppe volte ha suonato il cellulare, troppe persone che si aspettano  risposte da me oggi.  Chi si aspetta di sentirmi dire che vado a vivere in collina, chi s'aspetta di sentirmi dire che continuo ad occupare l'appartamento dove sto, chi s'aspetta di sentirmi dire che non mollo il lavoro, chi s'aspetta di sentirmi dire che apro un locale, chi s'aspetta di sentirmi dire che faccio una società, chi s'aspetta conferma per l'acquisto di una macchina. Cerco i segni che mi indichino la direzione ma non ne colgo. Oggi niente decisioni. Con tutti prendo tempo, invento scuse e rimando. Oggi s'aspetta!!! Anzi tiro fuori il kite e mi concedo un pò di svago....
postato da: eldavide alle ore 14:33 | link | commenti (3)
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venerdì, 09 febbraio 2007

Paradisi

In quello che ormai ho eletto a mio paradiso, questo:
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respirando la calma, sdraiato su di un surf. col naso all'insù osservando questo:
P2060038



















riflettendo se accettare l'offerta di un "loco" che mi propone di darmi un pezzo del suo paradiso, offrendomi di vivere ammirando ogni giorno questo:
P2080017



















oltre ai raggi del sole, filtrano tra le foglie molte domande.
La più fastidiosa questa:
"Dove sta la fregatura?"
postato da: eldavide alle ore 23:04 | link | commenti (4)
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mercoledì, 07 febbraio 2007

Las Noruegas.

Martedì, serata libera, finalmente un pò di tempo tutto per me. E dopo tutto lo stress di questa settimana, decido di trattarmi bene. E allora: cena fuori, ristorante elegante e niente limite alla spesa.  Conosco molte persone che considerano il mangiare da soli da sfigati. Io invece (vivendo nella confusione di un ristorante) adoro mangiare solo. Per una volta mangiare senza interruzioni, pensare ai fatti miei e poter osservare il resto della clientela senza dovermi preoccupare del servizio e tutte quelle deformazioni professionali che mi perseguitano. Quindi, oggi che ho bisogno di coccolarmi un pò, scelgo il Casanova, locale sul lungo mare, gran cena di pesce, vino (il più costoso) e tavolino un pò defilato per poter osservare e non essere notato. Me ne sto beatamente per i fatti miei, deliziando i miei sensi con un paio di piatti di derivazione tipicamente asiatica, quando noto passare sul lungomare, almeno una trentina di parrucche bionde esageratamente alte, che osservano tutto ciò che le circonda con occhio stupefatto. Me ne ero dimenticato!!! Stasera era previsto l'arrivo di almeno un centinaio di norvegesi che si fermeranno qui qualche mese per studiare lo spagnolo. Sono tanto strane le Noruegas. Arrivano qui da un paese benestante e tirano fuori immediatamente uno sorprendente spirito "zingaro" adattandosi perfettamente al modo di vivere dominicano. Molte vanno a vivere senza problemi nei quartieri più poveri come se fosse la cosa più naturale del mondo. Quanto invidio loro lo spirito d'adattamento...
postato da: eldavide alle ore 11:34 | link | commenti (4)
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martedì, 06 febbraio 2007

Cercando l'ora.

Ultimamente col correre "non c'ho preso molto." Ma forse è necessario un "riassunto delle puntate precedenti." Fino ad inizio anno mi allenavo con regolarità e correvo almeno 4 volte la settimana. Un pò di frustrazione c'era per non riuscire, nonostante l'impegno, a migliorare il personale di 5 baie in 52 minuti, stabilito a inizio dicembre in compagnia del nonnetto tic tac (ahimè più rivisto!) ma comunque ero felice della costante dedizione con cui andavo a correre. Quindi mi stava bene, anche se i risultati non venivano. Poi fino a metà gennaio ho letteralmente abbandonato la corsa in spiaggia, per dedicarmi ad un periodo di vacanza fatto di mangiate esagerate, gran bevute ma soprattutto, purtroppo, sigarette. Terminata la vacanza, spinto anche dal terrificante senso di colpa per essere tornato a fumare, ho subito ripreso l'abitudine di svegliarmi all'alba quotidianamente per tornare a dedicarmi alla corsa. Ovviamente con risultati pessimi. Per i primi 3 giorni non riuscivo a tenere neanche 15 minuti, con qualche miglioramento solo verso il fine settimana, ma niente di rilevante rispetto ai vecchi fasti. Fiato corto, dolori ovunque e di conseguenza frustrazione totale. Tutti buoni motivi per insistere! La seconda settimana di allenamenti costanti vede un netto miglioramento delle prestazioni anche perchè mi rassegno ad abbandonare la corsa mattutina, devo ammettere di essere decisamente poco energico a quell'ora del giorno. Quindi, anche se a malincuore, decido di perdermi i colori dell'alba per finire col correre al tramonto. E qui la svolta, in 4 giorni corro per un totale di quasi tre ore e sono già pronto a vedermi superare la soglia dell'ora tutta in una volta, quando da tre giorni non riesco più ad andare: crollo totale! Ok tocca ammettere di aver esagerato e il mio fisico non ha retto ai lavori forzati. Ma sono decisamente più testardo che ragionevole quindi mi concedo un solo giorno di riposo e poi si riparte nuovamente alla caccia del record dell'ora.
postato da: eldavide alle ore 15:24 | link | commenti (1)
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venerdì, 02 febbraio 2007

Parcheggiati.

P2010018é buono il vento in questi giorni. Arriva addirittura in anticipo rispetto alla consuetudine di questo periodo e comincia a spingere deciso già dalla mezza mattinata. Soffia stabile, continuo, direzione costante e non incattivisce particolarmente il mare. Condizione perfetta per uscire. Ma il mio kite riflette la mia di condizione e se ne stà, come me, tranquillamente parcheggiato ad aspettare che il vento buono porti le decisioni giuste.



















postato da: eldavide alle ore 17:20 | link | commenti (1)
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giovedì, 01 febbraio 2007

Penso e non lo so.

In questi giorni sono un pò perso nei miei pensieri o a forza di pensare mi sto perdendo. Non lo so. Sono giorni decisivi questi per la mia permanenza su quest'isola e c'è da prendere delle decisioni importanti per il futuro. Scelte molto diverse fra loro. E penso. Penso  ad amici in Italia che mi dicono di voler comprare casa, penso ad amici che diventano genitori, penso ad altri che non vedono l'ora di sposarsi e io qui, a migliaia di chilometri da tutto questo, a pensare che le scelte importanti nella vita non sono quelle per cui mi sto preoccupando. Non lo so. Penso e la sensazione è quella di pensare per niente.
postato da: eldavide alle ore 15:38 | link | commenti (4)
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