













Primo pomeriggio, appena finito di piovere. Me ne sto tranquillamente seduto sotto al portico di casa, coi piedoni su di una sedia, respirando l'odore della pioggia. Moka e Bella, i due cani di casa, non mi disturbano giocando a pulirsi le zampe infangate sui miei jeans, mentre io disegno sul quaderno sulle mie ginocchia, il mobile per la camera da letto che voglio costruire da me. Dalla spiaggia arrivano due gringos surfisti, uno dei due con la tavola sotto braccio. Saluto, ma senza troppo distogliere l'attenzione dal progetto che che sto quasi per ultimare. Dal soggiorno, sentendo le voci dei due tipi , Brandon interrompe la partita di poker per venire a salutare. Ascolto la conversazione. Solito scambio di convenevoli, il tale con la tavola consiglia a Brandon di andare a surfare oggi che le condizioni sono perfette, lui risponde che uscirà tra quindici minuti, e chiede: "David vieni a fare surf con noi?" Alzo gli occhi dal mio quaderno e gli dico che non so fare surf. Dice che anche lui sta imparando, ribatto che non ho la tavola e risponde che posso usare quella di Dominic che tanto va a lavorare. A questo punto, rimasto senza scuse, e consapevole che non posso continuare a evitare i suoi molteplici inviti, evito di dirgli che il surf non mi interessa, mi stampo in faccia un sorrisone e gli dico: "Ok". Con la speranza che si dimentichi di me, perdo un casino di tempo parlando con Dominic del mobile che ho terminato di progettare, fino a che mi sento dire: "Allora te lo metti il costume o no?" Mi preparo in un attimo, Brandon mi infila una tavola sotto il braccio, prende la sua e usciamo di casa in direzione della spiaggia in fronte a casa. Arrivati sulla sabbia Brandon comincia a darmi lezione, evito di dirgli che avendo visto già molte volte gli amici all'enquentro insegnare surf, la teoria la conosco perfettamente e mi limito a rivolgergli dei gran: "Yeah", anche se del suo americano comprendo ben poco. é ora di entrare in acqua, lo provoco un pò: "Non c'è molta onda oggi!" lui mi guarda storto e proseguiamo andando in contro a onde da un metro e mezzo che sicuramente, visto il cielo nero e altro maltempo in arrivo, aumenteranno di dimensioni. Arrivato con l'acqua alla pancia salgo sulla tavola. Brandon sta al mio fianco e mi da consigli in continuazione. La tavola è troppo piccola per la mia statura e inoltre è una pro. Per apprendere dovrei usarne una molto più grande e stabile, questa mi sguscia via di sotto in tutti i modi. Non riesco quasi a starci steso sopra per nuotare. I primi cinque minuti se ne vanno tentando di prendere il largo, ricacciato costantemente indietro dalle onde. Una fatica del diavolo. Sono stremato, mi sembra di stare sempre nello stesso punto e nel frattempo il mare si è ingrossato di un bel pò. Riesco a superare la parte iniziale e a portarmi fuori dove si formano le onde prima che rompano. Sembra di stare sulle montagne russe. Ho un pò di paura di finire al largo ma mi sto divertendo, quando mi ritrovo davanti un'onda che sarà due metri. Già un onda di un paio di metri, vista da in piedi su una tavola da kite sembra enorme, vista da sdraiato sull'acqua mi sembra di guardare una montagna che mi viene incontro. Spero che non rompa prima che riesca a oltrepassarla, spero che la montagna non mi frani addosso. Desiderio non esaudito. L'onda a dieci metri da me fa quel simpatico ricciolo di schiuma e si chiude su se stessa. Adesso ho paura! Guardandola arrivare mi chiedo quanto male mi farà. Ripeto in fretta la teoria del da farsi e già sto eseguendo: "Continuare a nuotare sul surf andando incontro all'onda e un attimo prima che mi arrivi addosso, spingere con le mani la punta della tavola sott'acqua per passare sotto all'onda." Sbaglio clamorosamente il tempo e non riesco ad appoggiare la testa sulla tavola prima che mi colpisca. In pratica l'onda mi da un colpo alla nuca e alla schiena facendomi piantare una gran facciata sulla tavola, che mi scappa dalle mani finendo, come me, frullata dall'onda. Riemergo e lo strattone alla caviglia sinistra mi ricorda che la tavola ce l'ho legata addosso e non la devo andare a cercare come con il kite. Sono girato verso la spiaggia, guardo l'onda che prosegue, sto per prendere la tavola per risalirci e mi sento tirare indietro e sollevare rispetto al livello dell'acqua: "Ma che caz....... glu glu glu glu glu". Altra frullata, con capriola, bevuta d'acqua e gran botta della tavola al gomito destro. Riemergo e stavolta non perdo tempo, risalgo sulla tavola, nuoto verso la spiaggia ma soprattutto mi guardo alle spalle per non farmi sorprendere da un'altra onda. Arrivo quasi indenne all'acqua bassa giocando a farmi spingere dalle onde, ovviamente di alzarsi in piedi sulla tavola neanche se ne parla, ma per oggi ho già appreso abbastanza. Raggiungo Brandon sulla spiaggia che mi aspetta seduto su un tronco anche lui col fiatone. Mi chiede se mi sono divertito, gli rispondo di si e che mi piace. Mi dice che per lui oggi è abbastanza, lo assecondo e gli dico che però domani si esce di nuovo. Mi guarda entusiasta e mi dice che per domani le previsioni dicono due metri e mezzo di onda. Lo guardo serio e gli rispondo: "Perfetta per imparare no?"