Aspettando il Vento

Blog di elDavide, un italiano residente in Repubblica Dominicana, alle prese con l'apprendimento delle lingue, la filosofia della vita in infradito ma soprattutto speranzoso di far proprio lo stato d'animo dei kitesurfer, che aspettando il vento traspaiono una calma serafica.

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giovedì, 29 marzo 2007

Onde!!!

P3290020P3290021P3290022P3290023P3290024P3290025P3290026P3290027P3290028P3290030P3290037P3290041P3290043P3290044Primo pomeriggio, appena finito di piovere. Me ne sto tranquillamente seduto sotto al portico di casa, coi piedoni su di una sedia, respirando l'odore della pioggia. Moka e Bella, i due cani di casa, non mi disturbano giocando a pulirsi le zampe infangate sui miei jeans, mentre io disegno sul quaderno sulle mie ginocchia, il mobile per la camera da letto che voglio costruire da me. Dalla spiaggia arrivano due gringos surfisti, uno dei due con la tavola sotto braccio. Saluto, ma senza troppo distogliere l'attenzione dal progetto che che sto quasi per ultimare. Dal soggiorno, sentendo le voci dei due tipi , Brandon interrompe la partita di poker per venire a salutare. Ascolto la conversazione. Solito scambio di convenevoli, il tale con la tavola consiglia a Brandon di andare a surfare oggi che le condizioni sono perfette, lui risponde che uscirà tra quindici minuti, e chiede: "David vieni a fare surf con noi?" Alzo gli occhi dal mio quaderno e gli dico che non so fare surf. Dice che anche lui sta imparando, ribatto che non ho la tavola e risponde che posso usare quella di Dominic che tanto va a lavorare. A questo punto, rimasto senza scuse, e consapevole che non posso continuare a evitare i suoi molteplici inviti, evito di dirgli che il surf non mi interessa, mi stampo in faccia un sorrisone e gli dico: "Ok". Con la speranza che si dimentichi di me, perdo un casino di tempo parlando con Dominic del mobile che ho terminato di progettare, fino a che mi sento dire: "Allora te lo metti il costume o no?" Mi preparo in un attimo, Brandon mi infila una tavola sotto il braccio, prende la sua e usciamo di casa in direzione della spiaggia in fronte a casa. Arrivati sulla sabbia Brandon comincia a darmi lezione, evito di dirgli che avendo visto già molte volte gli amici all'enquentro insegnare surf, la teoria la conosco perfettamente e mi limito a rivolgergli dei gran: "Yeah", anche se del suo americano comprendo ben poco. é ora di entrare in acqua, lo provoco un pò: "Non c'è molta onda oggi!" lui mi guarda storto e proseguiamo andando in contro a onde da un metro e mezzo che sicuramente, visto il cielo nero e altro maltempo in arrivo, aumenteranno di dimensioni. Arrivato con l'acqua alla pancia salgo sulla tavola. Brandon sta al mio fianco e mi da consigli in continuazione. La tavola è troppo piccola per la mia statura e inoltre è una pro. Per apprendere dovrei usarne una molto più grande e stabile, questa mi sguscia via di sotto in tutti i modi. Non riesco quasi a starci steso sopra per nuotare. I primi cinque minuti se ne vanno tentando di prendere il largo, ricacciato costantemente indietro dalle onde. Una fatica del diavolo. Sono stremato, mi sembra di stare sempre nello stesso punto e nel frattempo il mare si è ingrossato di un bel pò. Riesco a superare la parte iniziale e a portarmi fuori dove si formano le onde prima che rompano. Sembra di stare sulle montagne russe. Ho un pò di paura di finire al largo ma mi sto divertendo, quando mi ritrovo davanti un'onda che sarà due metri. Già un onda di un paio di metri, vista da in piedi su una tavola da kite sembra enorme, vista da sdraiato sull'acqua mi sembra di guardare una montagna che mi viene incontro. Spero che non rompa prima che riesca a oltrepassarla, spero che la montagna non mi frani addosso. Desiderio non esaudito. L'onda a dieci metri da me fa quel simpatico ricciolo di schiuma e si chiude su se stessa. Adesso ho paura! Guardandola arrivare mi chiedo quanto male mi farà. Ripeto in fretta la teoria del da farsi e già sto eseguendo: "Continuare a nuotare sul surf andando incontro all'onda e un attimo prima che mi arrivi addosso, spingere con le mani la punta della tavola sott'acqua per passare sotto all'onda." Sbaglio clamorosamente il tempo e non riesco ad appoggiare la testa sulla tavola prima che mi colpisca. In pratica l'onda mi da un colpo alla nuca e alla schiena facendomi piantare una gran facciata sulla tavola, che mi scappa dalle mani finendo, come me, frullata dall'onda. Riemergo e lo strattone alla caviglia sinistra mi ricorda che la tavola ce l'ho legata addosso e non la devo andare a cercare come con il kite. Sono girato verso la spiaggia, guardo l'onda che prosegue, sto per prendere la tavola per risalirci e mi sento tirare indietro e sollevare rispetto al livello dell'acqua: "Ma che caz....... glu glu glu glu glu". Altra frullata, con capriola, bevuta d'acqua e gran botta della tavola al gomito destro. Riemergo e stavolta non perdo tempo, risalgo sulla tavola, nuoto verso la spiaggia ma soprattutto mi guardo alle spalle per non farmi sorprendere da un'altra onda. Arrivo quasi indenne all'acqua bassa giocando a farmi spingere dalle onde, ovviamente di alzarsi in piedi sulla tavola neanche se ne parla, ma per oggi ho già appreso abbastanza. Raggiungo Brandon sulla spiaggia che mi aspetta seduto su un tronco anche lui col fiatone. Mi chiede se mi sono divertito, gli rispondo di si e che mi piace. Mi dice che per lui oggi è abbastanza, lo assecondo e gli dico che però domani si esce di nuovo. Mi guarda entusiasta e mi dice che per domani le previsioni dicono due metri e mezzo di onda. Lo guardo serio e gli rispondo: "Perfetta per imparare no?"













































































postato da: eldavide alle ore 22:25 | link | commenti (3)
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martedì, 27 marzo 2007

E un'altro sogno realizzato.

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Dopo una vita passata a dormire in letti troppo piccoli per la mia statura e quindi con i piedi fuori dal materasso, finalmente mi sono fatto fare il letto su misura. Il materasso è enorme e duro come piace a me. Ben 215 per 180 centimetri. Ora però ho un altro problema: non si trovano lenzuola di queste dimensioni. Toccherà far fare pure quelle. Ma che gusto tornare a sentirsi piccolo, dormendo con le braccia  spalancate, restando tutto dentro al letto!!!
postato da: eldavide alle ore 18:04 | link | commenti (4)
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sabato, 24 marzo 2007

L'ennesima lezione!

Quando il cielo è così grigio:
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e il cavallo così bagnato:
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FARE ATTENZIONE CHE SCALCIA!!!
postato da: eldavide alle ore 14:19 | link | commenti (5)
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mercoledì, 21 marzo 2007

E 4.

Ebbene si! Ieri ho cambiato casa per la quarta volta in nove mesi. Ho finalmente lasciato quello che avevo ribattezzato "lo zoo" (a causa dell'infinita quantità di animali che lo popolavano, senza comprendere me!) per trasferirmi in una enorme casa frontemare. Unico e non trascurabile problema della nuova casa? 4 flatemates ventenni con i quali devo abituarmi a convivere. Non sarà facile dopo sette anni di abitudine a vivere solo, ma può farmi solo bene:
1. per risparmiare
2. per migliorare l'inglese
3. per sentirmi meno vecchio
Certo che però già dal primo giorno mi manca molto la mia libertà. La prima serata è trascorsa all'insegna del "mantra": " Non girare nudo per casa!"
postato da: eldavide alle ore 14:06 | link | commenti (2)
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martedì, 13 marzo 2007

Che fine ha il progresso?

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Che fine ha il progresso?















postato da: eldavide alle ore 14:20 | link | commenti
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venerdì, 09 marzo 2007

El Coche.

P3090030Finalmente ho trovato l'auto che fa per le mie tasche!!!
L'opera di indominicanimento continua...
















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postato da: eldavide alle ore 20:41 | link | commenti (4)
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martedì, 06 marzo 2007

I miei primi 40 nodi.

Oggi il vento è veramente forte. Spinge deciso già dal mattino. Dopo pranzo è tra i 35 e i 40 nodi. Oggi entrano in acqua solo i migliori e gli incoscienti. Quindi io entro! Aspettando che arrivino le quattro per terminare di lavorare e poter alzare il kite, osservo dal pontile  kiters che sembrano volare tirando salti interminabili. Continuo a chiedere a tutti quelli che risalgono dalla spiaggia, informazioni sull'onda e sulla direzione del vento. Tutti mi sconsigliano di uscire. Vedo amici più abili di me che provano ad uscire, ma una volta alzata la vela tornano a parcheggiarla spaventati. Ma io ho troppa voglia di uscire e il vento fortissimo non mi spaventa neanche un pò. Alle quattro e un minuto, dopo essermi sentito dare del pazzo da diverse persone, scendo in spiaggia. Sistemo l'attrezzatura. Linee posteriori del kite alte per renderlo meno diretto come mi ha suggerito Andrea e alzo la vela. Il kite si muove a velocità assurda e reagisce all'istante ad ogni minima sollecitazione. Entro in acqua senza tavola per verificare se sono capace di tenerlo in posizione. Tira fortissimo ma mi pare di cavarmela benone, allora torno in spiaggia a prendere la tavola e si comincia a fare sul serio. Raccolgo la tavola dalla sabbia, arrivo coi piedi in acqua, mi fermo e mi dico: "Forse sarebbe più saggio aver paura. Perchè non ne ho? Dunque concentrazione, vela alta per farla portare di meno e ricordati tavola sempre in avanti!" Ok entro in acqua. Metto la tavola ai piedi, sono abbastanza tranquillo, guardo un momento il kite sopra di me decido di partire subito senza pensarci troppo e muovo la barra per far scendere la vela e andare. Il kite mi strappa fuori dall'acqua con una forza impressionante, in un attimo mi ritrovo in piedi sulla tavola che ha già preso a planare sull'acqua ad una velocità spaventosa. é come stare legati per la pancia ad un treno. Istintivamente trattengo il respiro. A causa delle onde spesso la tavola salta sull'acqua e mi ritrovo anche per svariati metri semplicemente appeso al kite, sollevato in aria ad osservare il mare che scorre via veloce sotto di me. Ho adrenalina dappertutto. Inevitabilmente cado, che a questa velocità non è molto diverso dal cadere sulla terraferma . La botta è tremenda . Per il colpo sputo fuori tutta l'aria che stavo trattenendo. Finisco sott'acqua ma la mia preoccupazione va tutta al evitare di muovere la barra per non far cadere il kite. Riemergo, il kite è in aria, un paio di manovre per tornare a recuperare la tavola e si riparte. Questa volta però in direzione della spiaggia perchè, sebbene non sia stato in piedi molto tempo, ho percorso moltissima distanza e sono lontano dalla spiaggia. La partenza e l'andatura   con la gamba sinistra in avanti sono il mio punto debole e cado in continuazione. Ma in un modo o nell'altro mi riesce di tornare sul bagnasciuga verso la fine della baia. Risalgo a piedi tutta la baia per portarmi al punto di partenza e rientrare in acqua. E via di nuovo. Va sempre meglio. Quando il vento mi stacca dall'acqua riesco ad atterrare senza cadere. è bellissimo. Vorrei non uscire più dall'acqua. Ma per forza di cose, dopo neanche un ora a questi ritmi, sono stremato. Uscendo dall'acqua incontro Andrea che mi stava controllando e mi chiede come vada. Io ancora in preda all'emozione gli rispondo: "é fantastico!!!" "Tu sei tutto suonato!" mi risponde.
postato da: eldavide alle ore 14:06 | link | commenti (4)
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venerdì, 02 marzo 2007

10.

P3020021Quasi sempre funziona così: entro nel supermercato, giro prestabilito tra gli scaffali per cercare ciò per cui sono venuto a fare la spesa, ignorando la moltitudine di luccicantemente inutili prodotti americani. Puntualmente però, prima di arrivare alle casse, vado a dare almeno una sbirciatina al cavalletto zeppo di coloratissimi e plasticosissimi infradito. Quasi sempre me la cavo con un pò di tristezza per la cronica difficoltà di incontrare la misura adatta al mio piedino di fata. Oggi invece posso dare libero sfogo a quella che ormai sta diventando una vera mania: l'acquisto compulsivo di ciabatte!!! Ultimamente devo ammettere d'essere ammaliato dal giallo/verde brasiliano (un segno?) come se non bastasse queste hanno pure il numero 10 (questo si che è un segno!) quindi non ci penso neanche un attimo, controllo la misura e le compro. Portando così a 10 le paia di infradito della mia collezione...
postato da: eldavide alle ore 19:52 | link | commenti (3)
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